Sinistra e Libertà Genova VI

4 giugno 2011

Fincantieri: vittoria dei lavoratori, ma non basta

Filed under: comunicati,genova,liguria,notizie,politica,sinistra e libertà — circolo6dicembre @ 05:40
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SEL Genova esprime soddisfazione per il ritiro del Piano Industriale da parte di Fincantieri .

La mobilitazione dei lavoratori, dei sindacati, delle istituzioni locali e di molte associazioni di categoria ha portato a conseguire un primo importante risultato.

La soddisfazione legittima per le notizie giunte dall’incontro di Roma non ci fa però sfuggire che la retromarcia dell’Azienda, dovuta nei fatti anche alla sconfessione tardiva da parte dello stesso Governo dell’Amministratore Bono, non porta per ora ad una vera svolta rispetto alla mancanza di una politica industriale complessiva, basata sulla difesa e rilancio della cantieristica italiana: responsabilità che compete al Governo prima ancora che a Fincantieri e al suo management.

Si passa ora ad una fase di incontri dell’Azienda con le istituzioni locali, nei quali sarà decisivo secondo SEL Genova insistere sui seguenti punti:

• l’obiettivo della firma in tempi rapidi dell’Accordo di Programma per Sestri, con il cosiddetto Ribaltamento a Mare, opponendosi però assolutamente alla chiusura contestuale per anni del Cantiere nel corso dei lavori paventata nelle settimane passate, del tutto evitabile secondo lo stesso Presidente dell’Autorità Portuale Merlo;

• un  piano certo di ulteriori commesse per il Cantiere di Riva Trigoso, oltre a quelle già previste fino al 2012.

26 maggio 2011

RICORDI D’ILVA

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di Massimiliano Milone (coordinatore circolo Ponente)

La notizia della chiusura della Fincantieri, che spero sia presto smentita dai fatti, mi ha profondamente colpito, sia come cittadino e militante di SEL, sia come lavoratore. Ho vissuto sulla mia pelle il processo di trasformazione di un’altra grande azienda genovese, l’Ilva, e ho partecipato a molte lotte per la difesa del posto di lavoro. Però in quegli anni difficili e incerti nessuno, neppure il più folle dei politicanti, aveva mai paventato la chiusura totale degli impianti. Si era scelto di attuare una riconversione industriale delle aree di lavorazione a caldo, le più vecchie e inquinanti, garantendo però la conservazione del posto di lavoro.

Il governo e la Fincantieri dovrebbero seguire la stessa strada: operare le riforme strutturali che sono ormai necessarie per sopravvivere nel mercato globale, come l’auspicato ribaltamento a mare, e cercare il modo per salvaguardare l’attuale livello occupazionale e in questo l’accordo di programma firmato nel 2005 per l’Ilva può essere d’aiuto: gli esuberi temporanei dei lavoratori furono gestiti con lo strumento della cassa integrazione e dei lavori di pubblica utilità per garantire la continuità di reddito dei lavoratori dislocati temporaneamente fuori dallo stabilimento.

Il governo Berlusconi dovrebbe sapere che l’uscita dalla crisi non si fa attraverso la chiusura di un’eccellenza italiana come la cantieristica, bensì con il suo rilancio, grazie a un’adeguata riconversione industriale, che non può permettersi però altre perdite di posti di lavoro.

CONFUSIONE

Filed under: circolo,genova,interventi,politica,sinistra e libertà — circolo6dicembre @ 20:54
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di Mario Pesce (segreteria circolo Ponente)

L’impressione che dà la lettura dello stralcio di piano industriale presentato da Fincantieri e che prevede tra le altre la chiusura del cantiere di Sestri Ponente, e delle successive dichiarazioni e notizie è soprattutto di una grande confusione.

Confusione innanzitutto tra azienda e ministero, visto che il ministro Romani già ieri strillava “nessuno ha mai parlato di chiusure!”. Ma come? Bono se la è sognata di notte quella bozza che ha presentato ai sindacati?

Confusione anche all’interno dei partiti, visto che la Lega e la destra (almeno quelli di loro liguri) dimenticano di essere al governo del paese: sono i LORO ministri ad aver dato le indicazioni (o meglio, NON aver dato le indicazioni) per affrontare una crisi della cantieristica che dura da anni ed anni.

Confusione nella città, che si è scoperta impreparata a gestire l’ipotesi di una chiusura improvvisa e totale dell’ultima grande realtà produttiva rimasta. La grande partecipazione alla manifestazione di ieri e la sostanziale unità di tutte le forze politiche, economiche e sociali cittadine nel chiedere il ritiro di quel piano fa pensare che la situazione sia evidente per tutti. Questo piano deve essere ritirato perchè, semplicemente, non è un’alternativa ma un incubo per Genova.

C’è stata tensione durante la manifestazione. Anche perchè da anni il Ponente vive un periodo di grandi trasformazioni, e anche di grandi progetti che andranno ad impattare pesantemente sul tessuto urbano, ne più ne meno come le trasformazioni economiche e demografiche hanno agito sul suo tessuto sociale. La vecchia città operaia di un tempo è “passata oltre”, lasciandoci aree da bonificare, ristrutturare, riqualificare. Non c’è solo il problema del cantiere che dobbiamo affrontare sul nostro territorio, anche se adesso è diventato il più urgente e il più importante. L’incertezza è diventata una costante: sappiamo oggi dire in quale città ci ritroveremo a vivere tra dieci-venti anni? Una città industriale? Una città turistica? Avrà bisogno di quale lavoro qualificato, può permettersi di perdere tutta la storia, la sapienza industriale rappresentata dai lavoratori delle sue grandi imprese? Proprio quelli che sono in mezzo a questo ciclone e sono i primi che sentono la pressione di una realtà in mutamento.

C’è la crisi, ci sentiamo dire da tutti. In molti casi è la parolina magica che giustifica tutto. Anche e soprattutto il non prendere decisioni, il non fare scelte. Pagare i costi della crisi grazie a tagli e speculazioni è la cosa più semplice. Non possiamo accettarlo e fermarci a questo dato. Fare scelte trasparenti e prendere posizioni chiare, questo è SEL. La confusione è la caratteristica di questo governo, non può essere la nostra.

DOMANI MATTINA A SESTRI PONENTE CON I LAVORATORI DI FINCANTIERI I COMMERCIANTI E GLI ABITANTI DI SESTRI PONENTE

Sel Genova parteciperà alla manifestazione dei lavoratori Fincantieri, Ascom, Civ di Sestri Ponente e Tassisti.

Una delegazione di Sinistra Ecologia Libertà sarà presente domani mattina alla manifestazione dei lavoratori di Fincantieri, Civ di Sestri Ponente e Ascom per ribadire il nostro no senza riserve al piano industriale presentato dall’Azienda.

E’ un segnale importante la partecipazione dei di Ascom, del Civ, dei commercianti e dei tassisti.  Il Cantiere di Sestri Ponente è fondamentale per la vita del quartiere e della città, non solo per i lavoratori del cantiere stesso.

Come due giorni fa la Città è stata a fianco del lavoratori di Fincantieri siamo sicuri che domani Sestri Ponente darà un importante segnale.

In vista dell’appuntamento del 3 giugno con il governo la città deve continuare a far sentire la propria voce, i cantieri di Sestri Ponente e Riva Trigoso fanno parte della storia della nostra Provincia e sono fondamentali per il suo futuro, sono una realtà di eccellenza da valorizzare e di cui andare fieri, Genova non si farà chiudere i cantieri!

Sinistra Ecologia Libertà – Federazione di Genova

24 maggio 2011

FINCANTIERI: GENOVA CON I LAVORATORI

CI ASPETTAVAMO CHE LA MANIFESTAZIONE FOSSE ACCOLTA DA TREMONTI E ABBIAMO TROVATO MARONI

 

Una grande manifestazione dove abbiamo visto la città. Non solo i lavoratori dei cantieri erano tutti in piazza, non solo rappresentanza delle altre industrie genovesi ma giovani, studenti, pensionati.

La città ha accolto il corteo in tutta la città con applausi e approvazione, dimostrandosi ancora una volta all’altezza della sua storia di Medaglia d’Oro della Resistenza, che ben conosce l’articolo 1 della costituzione e vuole difendere il diritto al lavoro.

Sel, che era presente con i suoi coordinatori provinciali e regionali e tutti i propri rappresentanti istituzionali in comune, provincia e regione ribadisce la propria vicinanza ai lavoratori e la propria sintonia con i sindacati.

Ci auguriamo che nessuno voglia strumentalizzare i momenti di tensione che si sono verificati davanti alla Prefettura.

Il Governo continua a trincerarsi nel silenzio, nessuna dichiarazione ufficiale,  nessun incontro, è grave e irresponsabile.

Sarebbe stato doveroso accogliere i lavoratori con la notizia di un incontro, con la data di un incontro, ci aspettavamo Tremonti e Romani e abbiamo trovato Maroni, ovvero uno schieramento poderoso di forze dell’ordine in antisommossa.

Chiediamo a gran voce le dimissioni di Bono, oggi comunque smentito dal Ministro Romani che ha comunicato attraverso il Prefetto, nell’incontro tra lui e le istituzioni durante la manifestazione,  che non chiude niente.

Chiediamo al Governo di parlare chiaro, se non chiude niente lo dicano in maniera ufficiale, facciano sapere quale futuro pensano per il Cantiere di Sestri e i suoi lavoratori. Altrimenti, si assumano la responsabilità politica di un piano industriale  irresponsabile e inaccettabile, siamo convinti che i lavoratori e la cittadinanza continueranno a battersi e noi di Sel saremo con loro.

Sinistra Ecologia Libertà Liguria

Sinistra Ecologia Libertà Genova

Gruppo Consiliare Sel Regione Liguria

Gruppo Consiliare Sel Provincia di Genova

Gruppo Consiliare Sel Comune di Genova

23 maggio 2011

Il cantiere di Sestri Ponente non deve chiudere

E’ notizia delle ultime ore l’esito dell’incontro tenuto a Roma tra i rappresentanti dei lavoratori e Fincantieri. Un incontro dal quale è uscito l’annuncio di una prossima chiusura del cantiere di Sestri Ponente insieme a quello di Castellamare di Stabia e Riva Trigoso, nel quadro di una riduzione nazionale e generalizzata della cantieristica.
Nel suo messaggio, l’ad di Fincantieri non definisce questa prospettiva “da prendere o lasciare”: si apre quindi la possibilità di una trattativa? Vedremo: intanto alla notizia battuta dalle agenzie intorno alle 14, i lavoratori di Fincantieri hanno reagito immediatamente, scendendo in piazza di fronte al cantiere, in una mobilitazione spontanea che si è mantenuta calma e controllata, a parte alcuni singoli episodi, e questo malgrado la pesantezza e la gravità della situazione. Lo possiamo testimoniare perchè anche noi di SEL eravamo presenti, insieme alle altre forze politiche del territorio, tutti come noi preoccupati della situazione che si sta creando. La prospettata chiusura totale del cantiere infatti mette a rischio non soltanto le famiglie dei 770 lavoratori direttamente impiegati a Sestri, ma anche delle migliaia coinvolti dall’indotto: i dipendenti delle ditte appaltatrici ed i fornitori, fino ai commercianti che non a caso stanno ora esponendo nei loro negozi volantini di solidarietà coi lavoratori.

Domani mattina dalle 8.30 un corteo si svolgerà dal cantiere alla Prefettura. A questa manifestazione civile e pacifica parteciperemo come SEL con la presenza del nostro coordinatore provinciale Valerio Barbini, dei membri della segreteria genovese e di quella del circolo del Ponente, dei nostri consiglieri comunali, provinciali e regionale. Ma invitiamo tutt* a non far mancare la loro presenza.

La perdita totale dell’ultima grande realtà produttiva presente sul territorio del Ponente non è, semplicemente, accettabile. Non solo il nostro territorio ne andrebbe a risentire le pesantissime conseguenze, ma l’intera città si troverebbe a dover gestire un vuoto difficilmente colmabile solo con quei progetti di trasformazione e riqualificazione territoriale che sono stati presentati fino ad ora (e pur tra innumerevoli dubbi riguardo la loro effettiva utilità). E non è un caso infatti che subito si siano alzate le voci della Regione e del Comune, ai massimi livelli.

Questo piano industriale, così come è stato presentato, non può essere accettato: nè dai lavoratori nè dalla città. Sinistra Ecologia Libertà del Ponente è al fianco dei lavoratori e dei cittadini, per difendere il futuro delle nostre famiglie e dei nostri figli.

Massimiliano Milone
- coordinatore circolo Ponente
Mario Pesce
- segreteria circolo Ponente

12 marzo 2011

Resistenza e Risorgimento coesione identità nazionale

di Franco Astengo

Sono ormai prossime due celebrazioni importanti per la Storia d’Italia: il 17 Marzo quella relativa ai 150 anni dalla proclamazione dell’Unit il 25 Aprile quella riguardante la Liberazione dal nazi-fascismo (il giorno fondamentale della nostra vita democratica).

Due occasioni di ricordo che, proprio in questo momento politico, si verificheranno in una fase di grande difficoltper la coesione del Paese e la sua identit la coesione a rischio, per via della pervicace ricerca di elementi di divisione prodotti dal varo di riforme poste sul terreno del decentramento dello Stato che si intende contrabbandare come federalismo; un federalismo d’accatto, nato sulle istanze pibiecamente conservatrici con venature razzistiche che, imposte da una forza politica capace di organizzare, su questo punto, un efficace apparato di propaganda allo scopo di arrivare e detenere il potere stato rincorso anche da forze politiche che avrebbe avuto il dovere di svelare la mistificazione e combatterla non solo sul piano politico ma soprattutto su quello culturale; l’identitsta per essere ormai affossata proprio per lo smarrimento, in una societcomplessa e votata apparentemente nella sua maggioranza all’individualismo consumistico, di un sistema di valori coerente, capace di fungere da punto di riferimento per la vita dei singoli e per quella collettiva. Anche sotto questo aspetto, bene ricordarlo, le forze politiche hanno abdicato ad un qualsiasi ruolo, fungendo ormai pressochesclusivamente da ollettoreper la crescita ed il mantenimento di un ceto politico, questo s dalla arriera separatada quella dei comuni mortali (questo avviene a tutti i livelli, non soltanto in Parlamento ma anche in quelle che dovrebbero essere le istanze rappresentative pivicine ai cittadini).

Ci siamo posti, all’interno di questo stato di cose, un interrogativo: potrebbe essere possibile recuperare un rapporto tra coesione ed identitnazionale, all’interno di un sistema di valori non genericamente condivisi ma nella necessaria distinzione delle diverse realtsociali, economiche, culturali, di classe, rianalizzando a fondo la nostra storia nel rapporto tra Risorgimento e Resistenza, ricercando proprio in questo rapporto un nuovo punto di saldatura azionale senza timore di cadere nella retorica o in una sorta di stantio revisionismo?

(continua…)

7 dicembre 2010

EFFETTO RETE

Filed under: circolo,notizie — circolo6dicembre @ 16:33
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EFFETTO RETE
tra wiki, open source e social network

fare società e produrre conoscenza nei “media continui”:
l’uso consapevole della rete nell’epoca del web 2.0

giovedì 16 dicembre 2010, h. 20.45
c/o Fuoriditesto, libreria del gruppo Libraccio, a Sestri ponente (g.c.)
via Giotto

conversazione con:
Laura Testoni (arci Genova)
Mario Pesce (sel Genova – comunicazione)

introduzione all’uso dei nuovi strumenti che una rete in continua e costante evoluzione mette a disposizione degli individui e dei gruppi, per la costruzione di contenuti comuni e condivisi nel mondo virtuale e in quello reale.
l’iniziativa avrà carattere di un seminario informale, con scambio tra i conduttori ed il pubblico presente.

per informazioni:
Circolo Arci Tinacci
Circolo 6 dicembre (SEL Genova Ponente)
cell. 377.1198835

6 ottobre 2010

RINVIO ASSEMBLEA SEL DEL PONENTE

A causa dei problemi determinatisi in tutto il ponente in seguito alle forti piogge dei giorni scorsi, la preannunciata assemblea degli iscritti in preparazione del congresso provinciale, è stata rinviata a

MARTEDì 12 OTTOBRE ALLE ORE 17.30

Auditorium ex Manifattura Tabacchi

Via Soliman, 7 – Sestri Ponente

S.E.L. Circolo Ponente

Piazza G. Venezian, 2 – Prà

1 ottobre 2010

assemblea del circolo del Ponente di Genova

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