Sinistra e Libertà Genova VI

26 maggio 2011

CONFUSIONE

Filed under: circolo,genova,interventi,politica,sinistra e libertà — circolo6dicembre @ 20:54
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di Mario Pesce (segreteria circolo Ponente)

L’impressione che dà la lettura dello stralcio di piano industriale presentato da Fincantieri e che prevede tra le altre la chiusura del cantiere di Sestri Ponente, e delle successive dichiarazioni e notizie è soprattutto di una grande confusione.

Confusione innanzitutto tra azienda e ministero, visto che il ministro Romani già ieri strillava “nessuno ha mai parlato di chiusure!”. Ma come? Bono se la è sognata di notte quella bozza che ha presentato ai sindacati?

Confusione anche all’interno dei partiti, visto che la Lega e la destra (almeno quelli di loro liguri) dimenticano di essere al governo del paese: sono i LORO ministri ad aver dato le indicazioni (o meglio, NON aver dato le indicazioni) per affrontare una crisi della cantieristica che dura da anni ed anni.

Confusione nella città, che si è scoperta impreparata a gestire l’ipotesi di una chiusura improvvisa e totale dell’ultima grande realtà produttiva rimasta. La grande partecipazione alla manifestazione di ieri e la sostanziale unità di tutte le forze politiche, economiche e sociali cittadine nel chiedere il ritiro di quel piano fa pensare che la situazione sia evidente per tutti. Questo piano deve essere ritirato perchè, semplicemente, non è un’alternativa ma un incubo per Genova.

C’è stata tensione durante la manifestazione. Anche perchè da anni il Ponente vive un periodo di grandi trasformazioni, e anche di grandi progetti che andranno ad impattare pesantemente sul tessuto urbano, ne più ne meno come le trasformazioni economiche e demografiche hanno agito sul suo tessuto sociale. La vecchia città operaia di un tempo è “passata oltre”, lasciandoci aree da bonificare, ristrutturare, riqualificare. Non c’è solo il problema del cantiere che dobbiamo affrontare sul nostro territorio, anche se adesso è diventato il più urgente e il più importante. L’incertezza è diventata una costante: sappiamo oggi dire in quale città ci ritroveremo a vivere tra dieci-venti anni? Una città industriale? Una città turistica? Avrà bisogno di quale lavoro qualificato, può permettersi di perdere tutta la storia, la sapienza industriale rappresentata dai lavoratori delle sue grandi imprese? Proprio quelli che sono in mezzo a questo ciclone e sono i primi che sentono la pressione di una realtà in mutamento.

C’è la crisi, ci sentiamo dire da tutti. In molti casi è la parolina magica che giustifica tutto. Anche e soprattutto il non prendere decisioni, il non fare scelte. Pagare i costi della crisi grazie a tagli e speculazioni è la cosa più semplice. Non possiamo accettarlo e fermarci a questo dato. Fare scelte trasparenti e prendere posizioni chiare, questo è SEL. La confusione è la caratteristica di questo governo, non può essere la nostra.

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